Pareri legali via chat gratuita dalla scrivania di casa. Blogger favorevoli alle liberalizzazioni "targate" Bersani con rimandi al proprio studio legale. Ma anche i primi spot pubblicitari, in salsa casalinga, in onda con un click sulla vetrina, per esempio, di YouTube. Un po' per protagonismo, un po' per fare business, avvocati, commercialisti, notai sono sempre più presenti sulla rete.
Sono stati costretti per anni, e con qualche ritrosia, a informatizzare i sistemi di trasmissione, a dialogare con i siti delle Entrate e quelli istituzionali. E la caduta degli ultimi paletti alla pubblicità – dopo l'entrata in vigore del primo Dl Bersani sulle liberalizzazioni, oltre un anno fa – ha aperto ai professionisti iscritti agli Albi strade inesplorate per farsi conoscere. Ma la velocità cui viaggiano le possibilità offerte da una tecnologia sempre più integrata rischia di travolgere i paletti tradizionali della deontologia, della comunicazione «corretta e veritiera», del «divieto di accaparramento della clientela». E fa soprattutto breccia tra i professionisti under 40: informatizzati, in cerca di un mercato e pronti a sperimentare.












